Tre giorni in Cappadocia: tutto quello che c’è da sapere

In questo articolo potrai trovare tutti i miei consigli utili per organizzare al meglio un viaggio di tre giorni in Cappadocia. Se hai intenzione di includerla in un tour della Turchia ti consiglio di leggere l’articolo 9 giorni in Turchia: Consigli pratici con informazioni utili per pianificare autonomamente il tuo viaggio. Di seguito troverai le risposte alle domande più gettonate riguardo la Cappadocia e successivamente potrai leggere il mio itinerario.

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Quando andare in Cappadocia?

Il periodo migliore per visitare questa regione magica è sicuramente settembre/ottobre o la primavera ma, essendo una zona in cui le escursioni termiche tra il giorno e la notte sono molto spiccate, potrebbe fare abbastanza freddo anche durante le notti d’estate. In inverno, invece, è tutto innevato e, per quanto possa essere affascinante il paesaggio, è sicuramente tutto meno agevole. Io ci sono stata a settembre e lo stra-consiglio!

Quanti giorni sono necessari?

Credo dipenda molto da quello che si ha intenzione di fare e vedere, offre tanto e in 4/5 giorni sicuramente non ti annoieresti ma, tre giorni in Cappadocia, è il giusto equilibrio per riuscire a vedere i punti più importanti.

Come arrivare in Cappadocia?

Non credo che dall’Italia ci siano voli diretti per la Cappadocia, solitamente si fa scalo ad Istanbul. Avendo incluso la Cappadocia nel mio tour sono partita da Istanbul atterrando all’aeroporto di Kayseri a 80 km dalla città in cui soggiornavo: Göreme. Precedentemente avevo prenotato, tramite l’hotel stesso, un Dolmus, un pullman condiviso, che ci ha portati in città in circa un’ora. Ti consiglio di chiedere al tuo hotel anche perché non ci sono altri mezzi pubblici per raggiungere il centro. Tuttavia c’è la possibilità di volare anche sull’aeroporto Nevsehir, più vicino (20/25 km) ma meno organizzato e con pochi orari disponibili. I prezzi dei voli sono abbastanza economici per entrambi gli aeroporti. Un altro modo per raggiungerla da Istanbul sono i bus notturni ma, dato che la distanza è di circa 800 km e il prezzo non è particolarmente inferiore a quello dei voli, io non te lo consiglio.

Dove alloggiare?

Le zone consigliate per alloggiare in Cappadocia sono Uçhisar, Ürgüp e Göreme, quella che ho scelto io è forse la più turistica, ma mi sento comunque di consigliarla in quanto la mia esperienza è stata positiva.

Tour guidato o in autonomia?

Sono certa che girare autonomamente sia il modo migliore per visitare la Cappadocia senza incappare in tour particolarmente turistici. Il mio consiglio è quello di informarsi prima su tutto ciò che concerne spostamenti e punti d’interesse; se poi si vogliono avere informazioni più dettagliate magari è consigliabile prenotare una guida che possa girare insieme a voi.

Come spostarsi in Cappadocia?

Il modo migliore per visitare gran parte della Cappadocia in tre giorni è quello di affittare un auto. I mezzi pubblici sono inesistenti, o quasi, le distanze sono ampie e se si vogliono ottimizzare i tempi il noleggio è la soluzione migliore. C’è da dire che le strade sono curate, non c’è traffico e non abbiamo incontrato alcun problema alla guida.

Serve il passaporto per la Cappadocia?

No, assolutamente. “E’ consentito l’ingresso anche con la sola carta di identità valida per l’espatrio, cartacea o elettronica, in condizioni di perfetta integrità e con una validità residua di almeno 5 mesi, per coloro che:
– entrano in Turchia attraverso tutte le frontiere, per via aerea e marittima;
– entrano in Turchia, dal confine greco e bulgaro, per via ferroviaria e per via terra.” Preso dal sito della Farnesina.

Come vestirsi in Cappadocia?

Come dicevo prima, le escursioni termiche sono alte, in estate per esempio, la temperatura oscillava tra i 30/35 gradi di giorno ma appena il sole tramontava, faceva freddo, come anche la mattina all’alba. Il consiglio è di portare qualcosa di caldo anche se si viaggia in estate.

Come fare il volo in mongolfiera?

La prima cosa che mi viene da consigliarti è quella di acquistare il biglietto con mesi di anticipo, soprattutto se viaggi in un periodo di alta stagione come l’autunno. Io, per esempio, non sono riuscita a fare il volo perché non ero stata informata che ci sarebbe potuta essere questa brutta probabilità. I prezzi variano tra i 150 ai 200 euro ma possono anche essere superiori. Fortunatamente su Get Your Guide potresti trovare qualche offerta.Una raccomandazione, che tu decida di fare il volo in mongolfiera oppure no, non perderti l’alba in Cappadocia. Svegliati presto, indossa qualcosa di caldo ed esci! Il cielo scuro pian piano si accenderà di colori e lo scenario che avrai d’avanti ti catapulterà in un’altra dimensione. Vedere le mongolfiere ondeggiare sotto ai tuoi occhi sarà uno degli spettacoli più belli a cui assisterai nella tua vita.

E adesso veniamo al dunque:

Cosa vedere tre giorni in Cappadocia

Itinerario primo giorno:

La prima attività della mattina è stata la visita al Museo a cielo aperto di Göreme (Open air museum), Patrimonio dell’UNESCO, un tempo insediamento religioso bizantino, in cui viveva una comunità di monaci. Oggi si possono ammirare un insieme di chiese, cappelle e monasteri scavati nella roccia, una zona vasta distante circa 1 km dal centro della città. La visita richiede almeno un paio d’ore ed è consigliabile utilizzare scarpe comode e antiscivolo. L’ingresso, a pagamento, è incluso nella Muzekart. Una delle chiese più belle incluse in questo museo è quella di Santa Barbara ricca di affreschi di vario genere.

La chiesa di Tokali, invece, si trova poco prima dell’ingresso al museo a cielo aperto e non è particolarmente turistica, nonostante sia una delle chiese più belle e grandi di Göreme. La sua importanza probabilmente è data dagli affreschi ben conservati con lo sfondo blu cobalto.

Per il pranzo ci siamo diretti a Mustafapaşa una piccola cittadina per niente turistica, distante circa 15 km da Göreme e, un tempo, abitata da greci ortodossi. La struttura architettonica delle case ricorda proprio lo stile di quelle greche, è un posto tranquillo e silenzioso e fuori dagli itinerari comuni. Abbiamo pranzato da Old Greek House, un ristorante/B&B molto carino con cucina deliziosa! Il proprietario, davvero gentile e accogliente, ci ha mostrato la struttura, ci ha spiegato un po’ la storia e ci ha fatto vedere dalla terrazza un panorama bellissimo sul piccolo villaggio.

Nel primo pomeriggio abbiamo raggiunto la città sotterranea di Derinkuyu, a circa 35 km da Mustafapaşa. È composta da un insieme di grotte a 85 metri sotto il suolo ed è sconsigliata a chi soffre di claustrofobia, a causa degli ambienti chiusi e molto stretti. In passato vivevano più di ventimila persone, che mangiavano, dormivano e pregavano in questa città che si compone di venti livelli ma oggi è possibile visitarne solo otto. L’ingresso è incluso nella Muzekart.

Il resto del pomeriggio l’abbiamo passato passeggiando per la graziosa Ürgüp caratterizzata da case in pietra e un paesaggio ricco di formazioni vulcaniche.
Il nostro primo giorno in Cappadocia è finito con una gustosa cena a base di kebab a Göreme.

Itinerario secondo giorno:

La seconda mattinata, come anche la terza, è iniziata molto presto. In Cappadocia non ci si può permettere di svegliarsi tardi! Guadare l’alba e le mongolfiere che man mano s’innalzano nel cielo è uno spettacolo irrinunciabile. Per questo alle 5:35 ero già fuori, sulla terrazza del mio hotel a godermi la splendida vista. Ma che freddo che faceva! Siamo stati con il naso all’insù per circa un’oretta, poi il sole ha iniziato a scaldare la giornata, abbiamo fatto colazione e siamo usciti.

La prima tappa è stata al Sultan Carpet, un magnifico negozio di tappeti nel centro di Göreme. Qui abbiamo avuto la fortuna di incontrare il proprietario Alì che, parlando italiano, ci ha raccontato la sua storia. Un tempo il commercio di tappeti con l’Italia era molto sviluppato ma dopo la crisi la situazione è cambiata e i negozianti si sono trovati in difficoltà. Perciò Alì ha deciso di trasformare il suo negozio in un set fotografico, mettendo a disposizione tantissimi costumi e accessori tipici e allestendo degli spazi con i suoi tappeti, un tripudio di colori. Siamo stati qui a scattare innumerevoli foto senza limiti di tempo e nessuno che disturbasse, mi sentivo come una bambina sulle giostre. In cambio, Alì chiede un piccolo contributo di circa otto euro che gli consente di tenere aperta la sua attività.

Successivamente abbiamo visitato il Museo a cielo aperto di Zelve, meno conosciuto di quello di Göreme, incluso anch’esso nella Muzekart. Qui vennero creati i primi seminari per monaci ed è possibile vedere le chiese, una moschea ed alcune abitazioni scavate nella roccia. Se visiti la Cappadocia in estate ti consiglio di fare queste “escursioni” nelle prime ore della mattina, prima che il sole diventi troppo caldo.La terza tappa è stata la Devrent valley, ovvero valle dell’Immaginazione, chiamata così in quanto le formazioni rocciose lasciano spazio alla libera interpretazione. Molte rocce hanno, infatti, la forma di animali come quella più famosa del cammello.A soli 7 km da qui sorge Avanos una bellissima cittadina situata sulle rive del fiume Kizilirmak, è stato davvero piacevole camminare tra le sue vie colorate, digerendo l’abbondante pranzo di Lezzet Sofrasi.

Avanos è famosa per la produzione della terracotta; mentre passeggiavamo, un uomo ci ha invitato ad entrare nel suo negozio a guardare le opere in terracotta esposte. Molti turchi fanno così e mi piace questo approccio, anche se a volte alcuni sono eccessivamente insistenti. Insomma, il tipo ci ha spiegato che avremmo potuto provare a creare qualcosa con le nostre mani, ma abbiamo deciso di guardare semplicemente come lavoravano la terracotta senza rischiare di sporcarci da capo a piedi.

Nel tardo pomeriggio abbiamo fatto tappa a Uçhisar, un’antica fortezza rocciosa che veniva utilizzata come rifugio per sfuggire agli attacchi militari. È possibile salire sulla cima del castello, tra roccia scavata e scalini, da dove si può ammirare un suggestivo panorama.

Per concludere la giornata nel migliore dei modi, abbiamo atteso il tramonto alla Rose Valley. Fortunatamente in estate il sole tramonta tardi e questo permette di vedere davvero tanto. Il nome della valle deriva dal colore rosato delle rocce, che col calar del sole, si accende di sfumature regalando paesaggi davvero emozionanti. Abbiamo fatto anche un salto alla Red Valley, chiamata così sempre per il colore delle rocce che la caratterizza, ma il sole era ormai sceso, nascosto tra le montagne.

Abbiamo cercato di concentrare davvero tanto per riuscire a vedere quanto più possibile in questi tre giorni in Cappadocia; per questo la macchina è stata davvero indispensabile.

Itinerario terzo giorno:

Il nostro terzo giorno è iniziato osservando l’alba alla Love valley, per vedere la mongolfiere da vicino. Si, perché a quanto pare, le fanno partire anche da questa valle. Purtroppo però, proprio quel giorno, non hanno volato a causa delle previsioni incerte. Nonostante questo, abbiamo fatto tantissime foto in quella che è considerata una delle più belle e bizzarre valli della Cappadocia. Qui si trovano i famosi “camini delle fate” con forme falliche, da cui prende il nome la valle.Subito dopo ci siamo diretti alla Valle di Ihlara a circa 85 km da Göreme, un po’ lontana, starai pensando, ma ti assicuro che ne vale la pena! È stato bello percorrere chilometri in auto ammirando paesaggi e panorami diversi.

Ihlara è una valle formata da un canyon scavato tra rocce vulcaniche e profondo circa 100 metri, attraversato dal fiume Melendiz. È possibile accedere alla valle da quattro ingressi differenti (a pagamento), noi siamo arrivati da quello nei pressi di Belisirma, che ci ha permesso di lasciare l’auto nell’ampio parcheggio e percorrere la valle a piedi. Devo ammettere che questa è stata tra le mie valli preferite, immersa nel verde della natura, in totale tranquillità dove l’unico “rumore” che si sentiva era quello dell’acqua del fiume che scorreva. Dopo il trekking abbiamo scelto di mangiare in uno dei tanti ristoranti sul fiume, lo Star Restaurant. Il personale è sempre molto gentile e disponibile e, mangiare sull’acqua, non è un’esperienza che capita tutti i giorni. Dopo il pranzo siamo saliti in auto per ammirare la valle dall’alto.

A questo punto siamo stati costretti a rientrare a Göreme, in quanto la sera avremmo preso il bus notturno per Pamukkale. Per strada ci siamo fermati alla Pigeon Valley (Valle dei piccioni), chiamata così perché popolata da numerosi piccioni e in quanto sono state realizzate delle “case” scavale nella roccia appositamente per loro. Un tempo questi uccelli erano usati come cibo e fertilizzanti per il terreno. Questa valle è situata a circa 6 km dalla città di Göreme.

Una volta rientrati, abbiamo fatto merenda a Seyr ii Sefa con una bella vista sulla cittadina, abbiamo guardato il tramonto, atteso l’orario di partenza e salutato la città. Sarà solo un arrivederci perché sicuramente tornerò!

Conclusioni:

Questi tre giorni in Cappadocia sono stati davvero intensi, sono riuscita a vedere quasi tutto quello che mi ero prefissato ma sono certa che di bellezze da vedere e scoprire ce ne sarebbero ancora tante. Ho cercato di inserire tutte le informazioni necessarie per aiutarti a creare autonomamente un itinerario completo.
Per qualsiasi domanda scrivimi pure nei commenti! ✍😊